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Conoscenza degli ambienti acquatici

Conoscenza degli ambienti acquatici e la Pesca a mosca no kill

Al fine di motivare i ragazzi ad una conoscenza responsabile del proprio territorio ogni anno viene svolto un progetto di educazione ambientale in collaborazione con il Parco Naturale dell'Aveto. Tema di quest'anno sono state la “Conoscenza degli ambienti acquatici e la Pesca a mosca no kill"; l’attività ha visto impegnati i ragazzi delle scuole primaria e secondaria di primo grado in una lezione teorica e un'uscita sul campo nell'area attrezzata di Farfanosa nel comune di Rezzoaglio. Il responsabile del progetto Dott. Luca Ciuffardi, con la partecipazione di alcuni esperti ed appassionati locali appartenenti all’Associazione Pesca Sportiva Val d’Aveto, ha illustrato ai ragazzi le principali specie di pesci ed insetti presenti nella valle passando poi a spiegare le caratteristiche proprie di questo tipo di pesca che, liberando il pesce, non procura danni all'ambiente acquatico. 

Durante l'uscita pratica i ragazzi hanno visto da vicino prima la preparazione di un'esca artificiale e quindi la cattura di alcuni insetti allo stadio di ninfa. E' stato dunque il momento di illustrare le principali tecniche di lancio che hanno portato presto alla pesca di una trota iridea, poco dopo liberata in acqua.

 

Il racconto dei ragazzi:

Giovedì 18 ottobre, le classi elementari e medie, sono andate a Farfanosa per un'uscita scola­stica con lo scopo di avvicinarsi al mondo della pesca.

Siamo partiti da Santo Stefano d'Aveto con un pullman noleggiato con destinazione Farfanosa.

Arrivati, il signor Fausto ci ha mostrato come ingannare il pesce con le esche, per questo moti­vo bisogna conoscere bene gli insetti, non solo, ma anche avere molta pazienza! Il materiale necessario è: filo, filo di rame, piume e peli di animali.

Per iniziare bisogna fermare l'amo su un morsetto, poi si costruisce l'insetto partendo dall'addome, poi si fa il torace legando ad esso le ali formate da piume, il capo, si aggiunge filo di rame per appesantirlo e infine si ricopre con peli di animale. Il risultato finale dovrebbe es­sere simile ad un insetto. Il signor Fausto l'ha costruito in scala più grande per mostrarcelo meglio, ci ha spiegato che alcuni insetti sono molto piccoli e quindi è davvero impegnativo co­struirli.

Siamo poi andati in riva al fiume e Luca ci ha mostrato un attrezzo che si usa per prendere gli insetti che si nascondono sotto le pietre; l'arnese ha un manico, in fondo ad esso una specie di buco quadrato collegato ad un tubo di tessuto e infine un cilindro sotto il tubo. Per usarlo bi­sogna piantarlo vicino alle pietre del fiume contro corrente, muoverle così da far entrare gli insetti nel tubo, dove non riescono ad entrare le pietre perché sono troppo grandi. Questo è un metodo antico. Fausto ha iniziato a pescare spiegandoci come si lancia ed ha preso due tro­te; dopo avercele mostrate le ha liberate come già ci aveva spiegato in classe: bisogna prende­re il pesce delicatamente per non levargli il muco, poi metterlo in acqua contro corrente per qualche decina di secondi per farlo ossigenare e infine liberarlo. Dopo a lezione siamo tornati a casa soddisfatti per il nostro apprendimento.

Dagli appunti dei ragazzi...

Abbiamo esaminato alcuni tipi di pesci presenti nei nostri torrenti e al lago delle Lame: trota fario, trota iridea, salmerino di fonte, temolo, barbo, cavedano.

 Possiamo distinguere la trota fario dalla trota iridea perché la prima ha la coda uniforme, la pancia bianca e puntini neri e rossi su tutto il corpo.

 La trota iridea è invece verdognola con una striscia rosa che parte dalle branchie e arriva alla coda, ha puntini neri. Questa trota ha origini americane e possiamo trovarla al lago delle Lame e a Farfanosa.

Il salmerino di fonte ha il corpo grigio-bluastro, la pancia rossa che nella stagione autunnale assume una tonalità ancora più intensa, punti gialli e sulle pinne una striscia bianca. 

Il temolo vive in acque pulite, è grigio e ha una lunga pinna dorsale.

 Il barbo ha dei lunghi baffi che lo aiutano a percepire la presenza di insetti sotto i sassi che ribalta con il muso per poi mangiarli.

 Il cavedano è grigio con squame molto visibili e a volte vive anche in acque un po' inquinate.

Nelle acque della Val d'Aveto è possibile trovare anche il gambero di fiume che è molto simile a quello di mare, quando cresce deve cambiare la corazza che rimane morbida nei primi giorni dopo la muta. Il suo colore da adulto è bruno-arancione come quello di mare e presenta le caratteristiche chele, la sua lunghezza è circa 15 cm.

 

 Dato che la pesca a mosca vuole imitare gli insetti è necessario conoscerli...

Gli insetti più comuni sono effimere tricotteri e plecotteri.

Come tutti gli insetti le effimere adulte hanno 6 zampe; hanno inoltre due code e le ali alte sul dorso come una vela.

Prima di raggiungere lo stato di adulto questo insetto attraversa una metamorfosi. La prima fase è quella di ninfa in cui vive sotto le rocce. 

Le altre fasi sono: emergente quando nuota verso la superficie, subimagoimago e infine imago morta. Come suggerisce il nome questi insetti hanno una vita molto breve quando raggiungono lo stato di adulti, appena qualche giorno.

Anche i tricotteri fanno una metamorfosi passando dallo stato di uovo a quello di larva, poi a quello di pupa e di imago. Distinguiamo i tricotteri dalla caratteristica forma delle ali a capanna appoggiate sul dorso. Alcune larve si costruiscono un astuccio simile ad un bastoncino con piccolissimi sassi o pezzetti di legno.

Il terzo gruppo di insetti è quello dei plecotteri che effettuano anch'essi una metamorfosi passando attraverso lo stato intermedio di ninfa. Le loro ali sono piatte sopra al dorso.

Per una fortunata pesca a mosca è importante conoscere e saper imitare bene gli insetti che popolano laghi e torrenti. I pescatori costruiscono le mosche finte utilizzando diversi materiali. Prima di tutto è necessario fermare l'amo su un morsetto, si inizia quindi ad avvolgere filo di montaggio, filo di rame per appesantirlo, piume e peli vari. Il risultato finale è molto simile ad un insetto vero.

La pesca "No kill" non trattiene il pesce ma lo libera nel suo ambiente naturale. E' importante quindi utilizzare ami senza ardiglione ed esche artificiali, come le mosche finte, che provocano al pesce meno danni. Sempre per garantire al pesce un buon stato di salute è importante, una volta pescato, tenerlo in mano senza stringerlo troppo per non danneggiare il muco che lo protegge. Se si vede che il pesce è particolarmente stanco e tende a stare con la pancia verso l'alto è bene ossigenarlo tenendolo con il muso contro corrente e muovendolo avanti e indietro per fare in modo che l'acqua passi attraverso le branchie.

Ultima modifica il 25-06-2021